Per avere un bambino eccezionale dovete essere disposti ad avere un bambino eccezionale” [1],

 è quanto afferma la dott.ssa Elaine Aron, psicoterapeuta e ricercatrice che ha studiato, agli inizi degli anni ‘90, il tratto dell’alta sensibilità.

 

Altamente sensibili si nasce o si diventa?

L’alta sensibilità è un tratto neutro ed innato della personalità (come il colore degli occhi), ereditato in parte geneticamente, diffuso tra gli uomini nella misura del 20-30% in egual misura tra maschi e femmine.

 

Tale percentuale giustifica il fatto che l’alta sensibilità non può essere considerata una patologia, in quanto evolutasi in altre specie animali (circa 100), ma rappresenta invece una protezione per la specie stessa: i soggetti altamente sensibili percepiscono gli stimoli più rapidamente ed in profondità permettendo al gruppo una protezione dalle minacce ed una reazione ad esse più pronta ed efficace.

 

Da dove si origina?

Questa caratteristica si fonda sulla “neuro-sensibilità”[2]. I bambini altamente sensibili nascono con un sistema nervoso piuttosto reattivo, per cui anche stimoli di bassa intensità possono rendere complessa la processazione delle informazioni e portare ad un sovraccarico.

 

Il primo segnale insorge già dopo pochi mesi di vita ed e’ una maggiore attenzione ai dettagli sottili di tipo ambientale (caldo, freddo etc.), sociale (situazioni caotiche, rumorose..), emotivo (stress, rabbia, paura, ma anche gioia ed entusiasmo).

Nei neonati e’ infatti possibile osservare fin dai primi giorni una maggiore sensibilità sensoriale, ad esempio, alle luci, ai suoni, agli odori, ai tessuti degli indumenti.

Per i bambini altamente sensibili è quindi più difficile isolarsi dagli stimoli esterni e questo fa sì che siano più facilmente irritabili con conseguenti reazioni forti (es: pianto inconsolabile, irritabilità inspiegabile, difficoltà nel sonno e/o con il cibo).

Questo e’ dovuto al fatto che non hanno ancora sviluppato le capacità adeguate per riuscire a fare fronte a tutti i possibili stati di sovrastimolazione.

 

Nel corso del tempo, dalla scuola dell’infanzia a quella primaria, potranno emergere altri aspetti importanti dell’alta sensibilità:

 

  •         un’ empatia ed una forte intuizione degli stati d’animo di chi li circonda;
  •     una tendenza innata a far fronte alle aspettative e ai bisogni degli adulti senza che questi ne siano consapevoli;
  •         una curiosità particolare (fa domande profonde, usa parole difficili per la sua età);
  •         una grande capacità di connessione con il mondo naturale ed animale;
  •         una difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti ed alle situazioni nuove con tempi di adattamento più lunghi rispetto ai loro coetanei non altamente sensibili;
  •         bisogno di silenzio e pace e ritiro;

 

L’alta sensibilità non corrisponde alla timidezza, all’introversione o all’ansia sociale ma e’ stato dimostrato dagli studi della dott.ssa Aron che e’ una variabile indipendente.

I bambini altamente sensibili possono essere infatti sia estroversi (30%) che introversi (70%) e possono entrambi essere anche high sensation seeker (cercatori di sensazioni elevate), in cui la sensibilità’ e’ combinata all’audacia ed alla propensione alle situazioni di rischio.

 

Le ricerche evidenziano che solo 1/3 testimonia un’infanzia difficile a causa di queste caratteristiche. I restanti 2/3 riescono ad avere una vita nella norma.

 

Che ruolo ha l’ambiente?

Il modo in cui l’ambiente circostante interagisce coi bambini sensibili può contribuire, in maniera più o meno determinante, allo sviluppo della persona e del tratto ed e’ per questo che hanno bisogno al loro fianco di di adulti che siano in grado di:

 

  •         accogliere il tratto e comprendere la loro particolarità fin dalla tenera età:
  •         interpretare preventivamente i loro bisogni andando a filtrare gli stimoli ambientali per limitare così il rischio di sovraccarico;
  •         valorizzare la loro sensibilità rinforzando gli aspetti positivi, come l’emotività, la gentilezza, la creatività, l’empatia.

 

 

 

Autore:

Chiara Frizzera (Psicologa) 

www.diariodiunapas.com

 

Fonti:

 

[1]  Elaine A., Il bambino altamente sensibile. Aiutare i nostri figli quando il mondo li travolge, ed. Mondadori, Milano, 2019

 

[2]  La sensibilità “emerge come funzione di diversi meccanismi nervosi centrali, inclusi i processi correlati con attenzione, sensibilità alla ricompensa, cognizione sociale ed il sistema di risposta allo stress” E. Lupo (www.personealtamentesensibili.it)

 

Per approfondire: 

A questo link potete approfondire le principali caratteristiche degli adulti e dei bambini sensibili.

 

Lupo E., “Il tesoro dei bambini sensibili“, ed. Il Leone Verde, Torino, 2016

 

 

Sellin R., I bambini sensibili hanno una marcia in più. Comprenderli, rassicurarli e prepararli a una vita felice, ed. Urra Feltrinelli, Milano, 2016

 

https://hsperson.com/

27/07/2021

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