Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono,
loro lo sanno già che esistono.
 Le fiabe insegnano ai bambini
che i draghi si possono sconfiggere.

 

 

Dalla notte dei tempi parte della produzione creativa dell’essere umano è impiegata nell’esorcizzare piccole e grandi paure, eventi personali e collettivi.

Così nasce l’arte ed allo stesso scopo si creano e si consolidano riti ed usanze.

 

Tra le feste che negli ultimi anni hanno preso sempre più piede nel nostro paese, quella di Halloween è forse una delle più controverse.

Per un adulto non è facile accogliere una tradizione vissuta come estranea e ricca di una simbologia che scatena, in un primo momento, leciti moti di repulsione. La festa affonda le sue radici nell’antica civiltà celtica e solo nel XX secolo, approdando negli Stati Uniti, ha assunto la forma attualmente conosciuta e commerciale, ma forse anche più macabra. La leggenda legata alla vigilia dell’antica festa celtica di “Samhain” narra della notte dell’anno in cui gli spiriti dei morti si mescolavano ai vivi che, per tenere lontane queste anime, indossavano costumi spaventosi e intagliavano figure mostruose su grandi ortaggi (Bachelor, 2020). Dunque abbiamo forse rintracciato anche nella festa di Halloween la risposta ai bisogni umani; l’arcaica spinta dell’uomo ad esorcizzare quella che è la sua più grande paura: la morte.

Ma prima ancora di esorcizzarla il rito della “notte delle streghe” mette l’essere umano in relazione con essa, ricodardogli come quest’evento sia il più spaventoso, ma il più connesso intimamente all’essenza della vita stessa.

 

Ma perchè i bambini sono così attirati dalla festa di Halloween?

Inanzitutto proprio perchè spaventa! La paura è una emozione primaria (vedi articolo https://www.missionempathy.com/le-emozioni-primarie/) e per questo innata ed universale. Sin da quando siamo molto piccoli ci conviamo ed essa, a volte, ci dà anche una grande mano allontanandoci dai pericoli e facendoci assumere comportamenti utili a preservare la nostra specie. Nei #bambini molte sono le paure “normali” ed esse variano con l’età; generalizzando possiamo però affermare che ciò che spaventa di più l’essere umano, sin dalla sua nascita, sia la paura dell’ignoto e quella della perdita. Ed uno degli strumenti che il bambino ha a disposizione per imparare a gestire queste paure è proprio il gioco.

Secondo Freud (1972) e Winnicott (1974) questa naturale attività del bambino è una rappresentazione simbolica dei suoi contenuti emotivi che serve anche a dominare mentalmente gli stimoli e le situazioni angoscianti. Attraverso il gioco il bambino costruisce dunque, tramite l’uso di simboli, immagini, nomi e pensieri, uno spazio per pensare l’esperienza angosciante.

 

Facciamo finta che… sono un mostro?

Mostri, scheletri, fantasmi e zombie sono simboli dell’ignoto e di qualcosa che comunque è lontano da noi poichè in un’altra dimensione.

Quando la notte di Halloween i #bambini scelgono la propria maschera riescono ad avvicinarsi alle loro paure in modo giocoso proprio come quando si travestono da dottore o giocano alla scuola. Un’altra occasione per trasformare la paura da dirompente a controllata: nel gioco, soprattutto quando è collettivo, il bambino riesce a padroneggiare lo spavento. Inoltre, mettersi alla prova, in queste situazioni, permette al bambino di far emergere l’altra parte della paura sepolta in noi: coraggio, spinta vitale e creativa necessaria alla vita.

Il bambino trasformandosi in mostro si ritrova dunque ad essere coraggioso!

 

Ai #genitori, costretti ad accompagnare “figli spaventosi” nel classico giro del “dolcetto o scherzetto, consigliamo di cogliere l’occasione per riflettere sul tema della morte e delle paure dei bambini. Qualunque attribuzione morale ai comportamenti e travestimenti dei bambini non si rispecchia nel loro mondo interno; trasformarsi in strega o mostro si permette loro di dare espressione, in maniera innocua, a parti interne come le spinte aggressive e le paure che spesso nella vita di tutti i giorni vengono messe da parte.

 

Dott.ssa Maria Elisei

(Psicologa e Co Founder Mission Empathy)

 

Bibliografia

Bachelor B. (2020). La Vera Storia di Halloween: le leggendarie origini della tradizione delle zucche intagliate. In National Geographic

 

Freud S. (1972). Analisi della fobia di un bambino di cinque anni (Caso clinico del piccolo Hans). In Opere vol. V, 1972, Bollati Boringhieri, Torino.

 

Winnicott, D. W. (1974). Gioco e realtà. Roma: Armando editore

3/11/2021

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