Conformemente alla divisione sociale, il medico degli schiavi, aveva il solo compito di curare i sintomi e restituire lo schiavo al suo lavoro nel più breve tempo possibile.

Il medico degli uomini liberi si interessava al paziente rendendolo partecipe alla scelta delle cure,sentiva il suo parere si informava sulla sua vita pregressa,mettendo in luce aspetti che potevano influenzare la scelta terapeutica e il decorso della malattia. 

Platone – Le Leggi- Libro IV

In contrapposizione all’approccio biometrico della Evidence Base Medicine e contro una medicina basata solo sulla valutazione di elementi obiettivabili verso la fine degli anni 60 negli USA si sviluppa il movimento MEDICAL HUMANITIES del quale la medicina narrativa costituisce l’ossatura metodologica. Le MedicalHumanities costituiscono un punto di incontro fra attività umane diverse come scienza e arte e si pongono l’obiettivo di analizzare la maniera in cui le scienze umanistiche (letteratura, arti visive, teatro,filosofia,psicologia) possono influenzare la nostra pratica clinica. Si tratta di integrare conoscenze tecnico scientifiche mediche con la conoscenza umana delle esperienze di chi è malato e anche dei curanti.

Le forme artistiche di narrazione, incluse la letteratura e la filmografia, possono aiutare a fare ordine, contribuendo a darne un significato al di fuori dei caotici contesti ordinari.

Possono inoltre sensibilizzare e sviluppare la capacità di interpretare storie di malattia e di cura.

Il valore di una storia risiede nella sua capacità di farci vedere le cose da un altro punto di vista che non sia il nostro considerato immutabile e al quale attribuiamo meccanicamente una caratteristica di obiettiva veridicità. In altre parole, il nostro punto di vista è il migliore per affrontare un problema; affermazione che però non tiene conto che la vita e lo stato di salute non è solo nostro.

Nel campo della psicologia J. Brunner parte dalla osservazione che l’essere umano ha una predisposizione ad organizzare il suo vissuto e le sue esperienze in forma di narrazione; attraverso le storie che raccontiamo costruiamo una immagine di noi che è la nostra identità.

In fondo la pratica clinica non è altro che un processo narrativo in atto dato dalla interpretazione dei racconti del paziente, dai racconti e dagli scambi di opinione con i colleghi dalla interpretazione dei test ed esami diagnostici.

COSA È LA MEDICINA NARRATIVA.

“Tutto quelle che accade tra il professionista sanitario e il paziente, a partire dalla raccolta di informazioni su eventi precedenti la malattia, a come la malattia si è manifestata, con attenzione ai risvolti psicologici, sociali e ontologici, ovvero esistenziali del paziente”.  In altre parole possiamo dire che la MN è il racconto applicato alla medicina che trasferiamo nella pratica clinica e assistenziale quotidiana nella vita reale

La storia di una malattia comprende quello che Kleinman definisce DISEASE cioè un insieme di segni e sintomi, ILLNESS cioè il significato che il paziente attribuisce alla malattia, il suo vissuto di malattia e SICKNESS cioè come e quanto la malattia incide sulla sua attività sociale (perdita di possibilità abbandono di amicizie).

La storia di una malattia ha almeno due facce che è necessario tenere distinte ma che devono collegarsi fra loro al fine di integrarsi ed operare congiuntamente per migliorare la assistenza al malato.

PERCHÉ DOVREMMO OCCUPARCI DI MEDICINA NARRATIVA? Continua la lettura: medicina narrativa

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